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Poesia

Josep Carner
Isola

O cime sopra vie danzanti, o isola,
prodigio, solitudine improvvisa,
castello in mare che guarda svanire
la nuvola, la nave! Non che manchi,
né a te dia tregua il rodere dei giorni.
Nelle tue grotte scavano le onde,
il braccio verso-terra a le si scorcia,
e i pini si scarmigliano, spauriti
dall’ululo dei mobili fondali.

In piedi, tu ed io! Anche se accade
talvolta che si giuochi a non conoscerci
(è facile che amore anche divida),
uniti, tu ed io! Dalla mia nascita
vegli sul mio respiro; tu inventasti
forme, colori ad invogliarmi a vivere.
E quando a me si schiudono le pàlpebre,
ad ogni alba, d’ancora esserci godi.
Chi, senza le albe mie, ti rifarebbe?

I miei sensi, di incanti tu ricolmi:
il vento in vesti di polvere e schiuma.
E fin quando le tue cime non crollino
e l’impeto dell’onde non sommerga il tuo piano,
al cielo ed alla terra, all’angelo ed al mostro,
voce di vivi, polvere di assenti ridiranno il tuo nome.

Traducido por Mario Tutino
Josep Carner, Isola. Brussel.les: L’Audiothèque, 1963.
Josep Carner
Fragmentos
A una font, en la nit
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Cor fidel
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Isla
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Nabí (espanyol)
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Ostende, 31 desembre 1949
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